Florence Environmental Workshop

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28 Dicembre 2010 - A FIRENZE NEVICA: IL CAOS È SERVITO!

NEVICATA A FIRENZE

Anche se con un pò di ritardo, ci tenevo a fare un paio di considerazioni sulla nevicata che ha paralizzato la mia città. Venerdì 17 Dicembre 2011 sarà una data che molti miei concittadini si ricorderanno per un pezzo. A Firenze la nevicata che ha messo in ginocchio la mobilità cittadina resterà negli annali, e questo non tanto per la quantità di neve caduta, che bisogna dirlo è stata notevole, ma per gli "effetti collaterali" da essa derivati. Dai racconti di conoscenti, amici e gli intervistati di turno ai vari Tg, è emerso che chi ha avuto la disgrazia di trovarsi per la strada intorno alle ore 13,00 con un mezzo a quattro ruote, ha impiegato dalle tre alle dieci ore per percorrere tragitti variabili da meno di uno a quattro cinque chilometri! La cosa potrebbe essere anche comica se non fosse che nell´enorme serpentone che si è creato e che ha bloccato praticamente tutta la città , c´è stato senz´altro chi aveva grossi problemi magari anche di salute e ha dovuto in qualche modo subire questa sorta di segregazione forzata. Il giorno dopo, come sempre, si è scatenata la puntuale caccia al responsabile, con il consueto scambio di accuse al veleno tra i vari rappresentanti politici cittadini. Non entro in merito al problema, ci sarebbero tante troppe cose da dire. In una intervista il sindaco di Firenze si è assunto la responsabilità dell´insuccesso organizzativo di prima, durante e dopo la nevicata, promettendo un imminente riassetto organizzativo degli enti preposti ad intervenire in casi di questo tipo, e questo dice tutto! L´unica cosa certa è che era almeno una settimana che non si parlava di altro. Venerd´ 17 avrebbe nevicato anche in città ! Non regge più la scusa che non siamo abituati a questi fenomeni, ora basta! La neve esiste da quando esiste il mondo, il problema è solo organizzativo e culturale. Per quanto mi riguarda mi sono fatto un´idea tutta mia, frutto forse del fatto che sono stato tra i "fortunati" a non aver vissuto certe odissee (ero in ferie……) . L´Amministrazione Fiorentina molto attenta e predisposta (quando vuole) al dialogo con il cittadino, ha fatto certamente un errore in uno dei punti da lei ritenuti di forza, la comunicazione. Se si parte dal presupposto che le previsioni metereologiche avevano un minimo di fondamento, la macchina organizzativa avrebbe dovuto avvertire con almeno due giorni di anticipo i cittadini di non utilizzare i mezzi privati, di utilizzare i mezzi pubblici, di cercare di evitare gli spostamenti se non strettamente necessari e di dotarsi comunque di catene a bordo delle proprie auto. I mezzi per fare questo tipo di informazione oggi giorno certo non mancano. A tale scopo avrei trovato molto utile fare percorrere le strade dei quartieri cittadini da alcune auto della Polizia Municipale e diffondere tutte le informazioni del caso con un bel display a testi scorrevoli montato sul tetto dell´auto e un vecchio ma sempre valido altoparlante. Ovviamente doveva essere messo in preallarme tutto il personale dotato di materiali e mezzi idonei per far fronte ai disagi pre e post nevicata…… . E i cittadini? A molti di loro dovrebbe essere richiesto di utilizzare almeno una volta il buon senso, troppo spesso lasciato a casa inutilizzato! Come per l´Amministrazione pubblica, se da una settimana tutte le previsioni metereologiche prevedevano neve, se l´argomento clou tra la gente per strada era la imminente nevicata e si prefigurava una giornata quanto meno a rischio, per una volta (almeno chi poteva!) era proprio inimmaginabile lasciare l´automobile a casa? Facile poi criticare chi avrebbe dovuto fare qualcosa! Anche una super organizzazione, come avrebbe potuto far passare e utilizzare i mezzi spazza neve e spargi sale per le strade se queste sono bloccate da orde di autoveicoli in coda e molti dei quali senza catene e quindi ingestibili? C´è un´altro appunto che mi sento di fare al cittadino che si lamenta sempre, che vuole tutto bello, fatto dagli altri alla svelta e bene, ma che spesso e volentieri pecca di senso civico. È da ritenersi cosa impossibile dotarsi di pala o altro utensile e spalare la neve davanti almeno alla propria abitazione e eventuale marciapiede tenendo conto che il primo a beneficiare di tale gesto sarebbe lui stesso? E se poi nevica tanto, e nonostante tutti gli sforzi ci sono comunque un monte di problemi, non deve essere per forza colpa di qualcuno, è la sola ennesima dimostrazione che l´uomo sapiens ipertecnologico conta quanto…… il "due di picche" . Chiedere ai Newyorkesi!

1 Dicembre 2010 - SOLITE SCONTATE RIFLESSIONI

"……Siamo la prima generazione a cui spetti stabilire, grazie alle decisioni che prenderemo, se la terra debba rimanere o meno un luogo abitabile……" . Ricordo di aver letto questo passaggio del rapporto sullo "Stato del mondo 1988" del Worldwacht Institute, circa una quindicina di anni fa. Oggi mi chiedo spesso se il genere umano, almeno quella parte che è in grado di fare veramente qualcosa, è ancora in tempo a prendere l´ultimo treno prima che sia troppo tardi, e soprattutto, se ne ha ancora voglia. Viene da sorridere pensare che dopo più di cento anni di uso forsennato del petrolio e dei suoi derivati e circa 40 anni di nucleare per saziare la nostra continua fame di energia e il nostro sistema economico, da alcuni anni quasi tutti i paesi occidentali hanno riscoperto e stiano puntando decisamente sulle fonti rinnovabili di energia, sulle risorse naturali che l´uomo fin dalla sua origine ha sempre sfruttato, in primo luogo il sole e il vento. Alla luce della situazione attuale, c´è molto rammarico per non aver iniziato prima questa nuova politica energetica e di attenzione verso l´ambiente, ma ci sono stati e purtroppo permangono, enormi ostacoli da superare. Il primo è senz´altro rappresentato dagli spropositati interessi e poteri delle compagnie petrolifere, il secondo, solo apparentemente più semplice, è dovuto dallo scetticismo e dal pregiudizio che ancora persiste nei confronti delle fonti di energia rinnovabile e le varie politiche virtuose ed eco sostenibili, considerate ancora da molti solo dei capricci della snob elite ecologista o di alcuni eccentrici pazzi. Pregiudizio e ignoranza che purtroppo sono sfruttati ad arte da chi ha il potere di decidere la politica energetica di un paese (come nel nostro caso), dove si pensa alla soluzione del problema energetico tornando al nucleare, come se il referendum abrogativo del 1987 non fosse mai esistito e la storia recente non avesse insegnato nulla. Se nel primo caso la prossima fine dell´era del petrolio potrà aiutare a trovare valide alternative, diventa particolarmente arduo far entrare nella testa delle persone che è necessario, per il bene di tutti, cambiare stile di vita e atteggiamenti verso alcuni aspetti della vita quotidiana e l´ambiente fin da subito. Il grado di consapevolezza su certe questioni è frutto di una cultura spesso carente o purtroppo assente del tutto. Sarebbe quindi di fondamentale importanza investire continuamente sulla cultura dell´individuo per cercare di colmare in tempi rapidi il vuoto culturale che specie nel nostro paese è consistente. Peccato che, almeno da noi, si pensi che "……con la cultura non si mangia……" e gli investimenti ormai da tempo vengono elargiti con il contagocce! Lo dimostra paradossalmente anche il boom dell´utilizzo di fonti di energia rinnovabile. In molti casi ci si scopre ecologisti solo perchè c´è un tornaconto economico sotto forma di incentivi e non perchè si reputa giusto dare una sterzata a un sistema che ci stà portando alla deriva. La giustificazione in parte condivisibile, è che il costo delle nuove tecnologie è ancora elevato e non alla portata di tutti, ma il sistema per abbassare i costi se solo si volesse c´è ma guarda caso è utilizzato spesso e volentieri per dare ossigeno ai vari settori dell´industria che "soffrono" e che per l´appunto sono tra i più energivori: case automobilistiche e elettrodomestici tra cui la irrinunciabile televisione e i suoi accessori. Mi domando cosa si stia aspettando a considerare la questione ambientale una grande opportunità per riconvertire e rilanciare enormi settori dell´industria in crisi e quindi l´occupazione e la ricerca. In attesa di un miracolo politico culturale, il contributo che ognuno di noi può dare a questo processo di trasformazione è enorme. Per la legge dei grandi numeri, anche i piccoli gesti quotidiani di milioni di persone possono cambiare il mondo. Basta volerlo.

17 Novembre 2010 - HAITI

In un mio post di settembre facevo alcune considerazioni sulle notizie mordi e fuggi riguardanti ahimè, tragedie umanitarie troppo presto dimenticate da tutti. È di questi giorni la notizia che a Haiti le conseguenze del terremoto dei primi giorni di gennaio di questo anno stanno rendendo la vita già precaria di migliaia e migliaia di persone un vero e proprio inferno. Ciò è dovuto all´epidemia di colera che sta mietendo vittime su vittime, a oggi sembra intorno al migliaio di persone. Ma quello che preoccupa è che l´epidemia si espanderà sempre più se non verrà fatto immediatamente qualcosa, se come da mesi viene richiesto (invano), non verrà fornita acqua potabile alla popolazione, se le condizioni igieniche non miglioreranno……Mi vergogno a dirlo, sono tra quelli che si era quasi completamente scordato di questo evento. Ma fino a qualche giorno fa era mai stato rammentato anche per sbaglio il nome dell´isola dai mass media? Ma soprattutto, cosa è stato fatto fino a adesso? Perchè siamo arrivati a questo punto? L´ONU a parte garantire il presidio militare, a cosa serve? A cosa serve mantenere l´ennesimo baraccone internazionale che dovrebbe tutelare tra le varie cose, la sicurezza e la salute delle popolazioni in difficoltà, se dieci mesi non sono bastati per mettere in atto un piano umanitario appropriato per cercare di rimettere in piedi un paese messo al tappeto dal sisma? Come mai gli appelli delle ONG non sono stati ascoltati da nessuno? E i paesi occidentali? Dove sono? Cosa hanno fatto? Forse l´isola non è in grado di ricompensare gli aiuti con permessi per far trivellare le sue coste alla ricerca del petrolio? Oppure nell´isola non si vede la possibilità e la convenienza per fare qualche bella speculazione? Resto in attesa della prossima bella notizia.

3 Novembre 2010 - A PICCO!

ITALIA A PICCO!

Mentre il nostro paese arranca tra mille problemi, fabbriche che chiudono per riaprire magari all´estero, disoccupazione in continua crescita, costante calo dei consumi, l´ennesimo giro di vite sulle finanze destinate a settori che dovrebbero essere strategici e prioritari per ogni paese civile, ovvero istruzione, ricerca e sviluppo, con prospettive sempre più ridotte al lumicino specie per i giovani……e mi fermo qui perchè se continuassi verrebbe fuori un quadro a dir poco desolante, dobbiamo assistere impotenti ormai da mesi a furibondi dibattiti politici sul nulla! Come definire i vari tormentoni come la proprietà più o meno lecita di una casa a Montecarlo, giri di donnette nelle stanze del governo, turpiloqui riderecci e offese a ex ministri donna e ai gay, il tutto condito con leggi a personam e il prepotente ritorno del problema (questa volta vero!) dei rifiuti di Napoli e dintorni peraltro già "brillantemente" risolto, così si diceva, da tempo! Pur mettendocela tutta, è difficile essere ottimisti, non fosse altro per la mancanza di un´alternativa seria e concreta che stenta a prendere forma perchè nonostante questo scenario fallimentare, prevale ancora la solita logica individualista delle singole correnti sull´unica cosa che conterebbe veramente: mandare a casa questo governo e ricostruire da zero il nostro paese.

13 Settembre 2010 - MA IN PAKISTAN È ACCADUTO QUALCOSA?

BAMBINI da Repubblica.it

Nuova tragedia, stessa prassi. La morte di migliaia di persone e il calvario di qualche altro milione trattata come la solita notizia mordi e fuggi. La divulgazione e l´apice del coinvolgimento in occasione delle prime immagini televisive, quando in diretta dai luoghi della sciagura arrivano le scene più o meno ciniche della potenza distruttiva della natura e la conseguente devastazione su vite umane e territorio. Scene che fanno audience, che catturano l´attenzione, che a caldo fanno dire e promettere tante cose a tante persone……Poi il vuoto assoluto. In attesa di un´altra sciagura sembra che tutto si risolva con il passaggio della notizia, e il dopo purtroppo, non lo considera quasi mai nessuno. Non posso, o meglio, non voglio immaginare il "dopo" di questi quattro bambini (foto da Repubblica.it), mi angoscia già abbastanza "l´oggi" per loro.

28 Giugno 2010 - FIRENZE, PARCO DELLE CASCINE. UN DISASTRO AMBIENTALE CHE NON FA NOTIZIA

ALBERI CASCINE 1

Il 17 Giugno scorso Firenze è stata investita da una violenta tromba d´aria. Da allora non avevo avuto il tempo di accertarmi personalmente dei danni che il forte vento aveva causato nel più grande parco cittadino. Così , approfittando della bellissima giornata estiva di sabato 27 Giugno scorso, sono andato con la mia famigliola a fare un giro in bicicletta al parco delle Cascine. Avevo letto che più di duecento alberi erano cascati a causa dei forti venti e che questo aveva portato l´Amministrazione a chiudere parte del parco, ma mai mi sarei immaginato una scena apocalittica come quella che mi si è presentata percorrendo il tratto di lungarno dalla Passerella dell´Isolotto al Ponte dell´Indiano. In poche centinaia di metri decine e decine di bellissimi e possenti alberi con tronchi fino a 80,90 centimetri di diametro giacevano al suolo tristemente allineati con le radici rivolte al cielo e gran parte della chioma spezzata e sparsa ovunque. Non so cosa sia accaduto nel resto del parco, ma in questo tratto mi è sembrato di vedere i corpi privi di vita di soldati di un fiero esercito dopo una fucilazione di massa. Non sono qui a denunciare tizio o caio per quanto si è verificato, mi ha fatto molto pensare però che al di là della semplice notizia di cronaca del giorno dopo, non sia stato dato il giusto risalto all´accaduto e alle sue ripercussioni tutte negative, per la città e per uno dei suoi beni più importanti. Una ragione a questa sorta di menefreghismo collettivo però me la sono fatta. Vuoi il periodo estivo che rende tutti un pò più apatici, vuoi l´attenzione dei politici che non trovando responsabilità dirette nella fazione opposta hanno pensato bene di discutere di qualcos´altro, ma soprattutto, vuoi per gli organi d´informazione troppo presi a descrivere le eroiche gesta della nostra nazionale di calcio impegnata in impossibili battaglie contro squadroni invincibili, tutto è passato inosservato. Se mai ce ne fosse stato bisogno, questa è la dimostrazione pratica di come nel periodo estivo e specie durante gli avvenimenti calcistici, nel nostro paese può accadere di tutto, anche un colpo di stato. I più se ne accorgerebbero a settembre……e con la dovuta calma.

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31 Maggio 2010 - ALTRO GIRO ALTRA CORSA

INQUINAMENTO

Un altro bel colpo alla salute del nostro pianeta. Certo poteva accadere in tutte le parti del mondo e a chiunque, ma il fatto che sia accaduto ad un colosso del settore come la BP e nel paese più potente del mondo, la dice lunga sulle precauzioni che si dice di prendere per evitare i disastri ambientali. Le immagini live e dei notiziari che ci giungono dal golfo del Mexico, per quanto puntuali e drammatiche, credo rendono solo in minima parte l´idea dello scempio ambientale che si sta consumando da più di quaranta giorni. Questi eventi non possono non far pensare e riflettere su alcuni temi analoghi e di attualità per altro purtroppo e inspiegabilmente ai margini delle vicende di casa nostra. Rimanendo in tema energia e di sicurezza, preferisco non pensare alle modalità di estrazione e relative precauzioni adottate per quelle poche piattaforme destinate all´estrazione del greggio che abbiamo nel mare nostrum. La nostra politica di prevenzione e sicurezza in tutti i settori dalla vita sociale alla sanità, al lavoro, all´industria, all´edilizia ect. è quella che è, i fatti parlano da soli! E stiamo parlando di argomenti riscontrabili concretamente nella quotidianità e da sempre! La mia attenzione, in fatto di prevenzione e sicurezza si sposta su una criticità che ancora non esiste, almeno in parte (…), ma a giudicare dalle intenzioni del nostro governo, arriverà ben presto, il nucleare. Un tema che mi sta particolarmente a cuore e che sembra sia la sola alternativa che abbiamo per risolvere i nostri annosi problemi energetici. Ancora prima di affrontare la questione sul fatto che sia giusto o meno puntare sul nucleare, alla luce del pressapochismo con il quale vengono affrontate da sempre certe problematiche, sareste pronti a scommettere che qualcuno dei nostri amministratori abbia già pensato, confortato da dettagliatissimi studi, a luoghi sicuri, dove costruire le nuove centrali nucleari? Che avrà già localizzato siti indistruttibili dove stoccare per i prossimi 1000, 2000 anni le scorie radioattive? Che avrà inoltre escogitato, un sistema in grado di affidare la costruzione delle nuove "super sicure" centrali atomiche a imprese all´altezza, senza lesinare sulle spese per la sicurezza e sui materiali utilizzati? Che ovviamente eviterà l´insorgere dell´esoso e puntuale fenomeno di giri di favori con conseguenti mazzette ai soliti furbetti di turno, e che tutto sarà finito nel giro di pochissimi anni, magari spendendo giusto un pochino di più di quanto preventivato ma rendendoci però finalmente felici e indipendenti dal punto di vista energetico?

Non so voi, IO NO!!!!!!

1 Maggio 2010 - FESTA DEL LAVORO

1 MAGGIO

È passato da qualche giorno il 1º Maggio, festa del lavoro. Fu deciso di dedicare questa giornata alla memoria di tutti gli operai che perirono durante gli scontri con la polizia nel corso di una delle numerose manifestazioni di protesta avvenute a Chicago i primi giorni di maggio del 1886. A più di 120 anni da quei tragici eventi, attraverso dure lotte che hanno contraddistinto anche il nostro paese in periodi storici particolarmente difficili come le due guerre mondiali, il fascismo e il boom economico del dopoguerra, mai come in questo periodo il lavoro e il suo significato più profondo, è stato così tanto mortificato. Le cause sono molteplici, la cronica assenza di una politica a favore del diritto al lavoro, la precarietà, la crisi economica globale, le speculazioni create ad arte nel mondo dei mercati finanziari, lo sfruttamento di esseri umani che hanno la sola sfortuna di provenire da paesi dove la miseria è una cosa talmente normale da sempre, che essere ridotti in semischiavitù nel 2010 in un paese "civile", rappresenta comunque l´unica possibilità di portare mangiare a casa. Si continua a morire di lavoro. Muore l´operaio sul posto di lavoro e muore l´operaio che ha perso il lavoro. Ci si ammala di lavoro. Per la sua pericolosità o per lo sfinimento derivante dalla continua e vana ricerca di un´attività lavorativa. Si emigra per il lavoro. Si continua ad emigrare. Costantemente, in maniera caotica, in più modi e sempre di più. Un fenomeno che noi Italiani conosciamo benissimo, ma che forse ci siamo già scordati…… No, non è un bel periodo per il mondo del lavoro, sembra quasi che non sia cambiato niente nel corso di più di un secolo. Anche la voglia di lottare da parte dei lavoratori non è più determinata come quella di qualche decina di anni orsono. Diventa un problema fare uno sciopero di due ore, per molti è diventato faticoso assistere anche ad una assemblea sindacale, e tanti, troppi, sentono il problema solo e quando sono interessati in maniera diretta e personale da eventuali prevaricazioni da parte del "padrone" . Sempre più difficilmente si riesce a solidarizzare con chi rischia o è già stato investito in pieno dal problema occupazionale. Dannazione, perchè vedo un futuro sempre più nero?

28 Aprile 2010 - PICCOLO GRANDE UOMO

TERRA

In occasione di eventi eccezionali come lo Tsunami del 2004 in Thailandia, gli effetti devastanti dell´Uragano Katrina del 2005 negli Stati Uniti, gli ultimi terremoti in Abruzzo, Cina e Haiti e l´eruzione del vulcano Islandese con le sue pesantissime e globali ripercussioni economiche, mi viene spesso da pensare al delicato ruolo che ha assunto l´essere umano nel sempre più complicato rapporto con il suo pianeta, la terra. Specie nei ricchi paesi occidentali è più che mai evidente quanto tutta la nostra tecnologia, le nostre grandi opere e le nostre ricchezze terrene, per le quali a volte siamo capaci di fare raccapriccianti nefandezze, siano ben poco di fronte alla violenza inaudita della natura. Questi eventi ci rendono insignificanti, piccoli e indifesi e dovrebbero insegnarci molte cose su come stare al mondo. Ma se questo messaggio è recepito dalla maggior parte degli uomini, purtroppo non è considerato da quella minima parte che da sempre, nel bene e nel male, con il suo operato determina il futuro di buona parte dell´umanità. A fare da contrappeso alla situazione di impotenza precedente, c´è, ormai provata scientificamente, la possibilità da parte di questo piccolo manipolo, di avere in pugno con i suoi scellerati comportamenti, il futuro dell´intero pianeta. In questo caso la potenza distruttiva è in mano all´uomo, con la sola differenza che la vittima predestinata delle sue continue e miopi angherie è sempre lui stesso. Il problema è come venirne fuori. L´impressione è che siamo entrati in un circolo vizioso da cui sia veramente difficile uscirne. Nonostante l´impegno sempre più attivo di folte schiere di cittadini in tutte le parti del mondo e la netta presa di posizione da parte di pochi governi, siamo sempre a rincorrere una soluzione che puntualmente, in ogni occasione ufficiale capace di dare una svolta (es. COP 15), viene sempre rimandata. E il tempo passa……

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